A memoria di chi se lo fosse scordato.

Dalle ultime libere ma incostituzionali elezioni i “compagni” di merende di napolitAno oltre agli ultimi 20 miliardi per MPS hanno regalato favori e soldi alle banche, togliendoli dalle tasche degli italiani, in questa misura:

1) Nel 2013 il primo provvedimento a favore delle banche dal Governo di Enrico Letta, la fiscalità di vantaggio sulla deducibilità delle perdite, passate da 18 anni a 5 anni, valutato da Mediobanca 19,8 miliardi di euro; (portato di recente dal Governo Renzi ad 1 anno);

2) Le garanzie sulle obbligazioni tossiche appioppate dalle banche allo Stato per un valore di 160 miliardi di euro, che hanno generato esborsi alle banche di affari di 25 miliardi di euro dal 2011 al 2015;

3) La pubblica malleva sulla Cassa Depositi e Prestiti per consentire alle banche di pagare i dividendi alle Fondazioni bancarie;

4) La rivalutazione delle quote di Banca d’Italia, da 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro per offrire dividendi pari a 380 milioni di euro annui alle banche socie, con la durissima battaglia in Parlamento dei portavoce del M5S, espulsi dall’aula perché gridavano ‘onestà’;

5) Il recepimento della direttiva BRRD (bail-in) per l’esproprio criminale del risparmio approvato in Europa all’insaputa del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco e del Ministro Pier Carlo Padoan, che ne hanno chiesto la successiva revisione;

6) A novembre 2015 il decreto salva-banche, che ha azzerato i risparmi di una vita a 130.000 famiglie, truffate e prese in giro da un Governo ostile, che a 4 mesi dal ‘misfatto’ non ha effettuato alcun risarcimento promesso, prova di odio feroce verso le vittime che reclamano i propri diritti, con manifestazioni, presidi e sit-in;

7) L’esproprio delle case in mancanza di 7 rate (portate a 18 dopo le dure proteste del M5S) di mutuo non pagate, direttamente dalla banca, senza passare per la legittimità di un giudice terzo;

8) Lo sconto per i trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie con l’imposta di registro, ipotecaria e catastale, non più assoggettata da un’aliquota del 9%, ma nella misura fissa di 200 euro;

9) Il prestito vitalizio ipotecario a tassi esagerati e ricapitalizzati per sottrarre agli eredi i risparmi immobiliari;

10) La Bad Bank con la garanzia statale sulle cartolarizzazioni dei crediti morosi (la Gacs), concessa alle banche ed anche agli altri intermediari finanziari, con la dotazione iniziale del Tesoro che passa da 100 a 120 milioni.

11) La ricapitalizzazione degli interessi, che genera 2 miliardi di euro l’anno a favore delle banche, disposto dal nuovo art.120 del Tub (Testo Unico Bancario) entrato con legge dello Stato nella prassi bancaria, trionfalmente figurata dalla stampa di regime, come norma che ha determinato “la fine dell’anatocismo”, prima vietato nel 2014 e poi resuscitato a cadenza annuale, in pieno spregio della Giurisprudenza unanime che ha vietato la possibilità di configurare l’anatocismo ex ante, ovvero anteriormente alla scadenza degli interessi, sarà oggetto di battaglie giudiziarie per riaffermare il buon diritto e la legalità violata.

Quanto direttamente imputabile al Leopolduce quindi è:

  • 7,5 miliardi in regalo: col decreto “IMU-Bankitalia“, la legge che ha innalzato da 156 mila a 7,5 miliardi il valore del capitale sociale di Palazzo Koch, firmata dall’ex ministro Fabrizio Saccomanni, si è fatto un grosso regalo che ha dato respiro a suon di miliardi alle sofferenze bancarie, tutte private.
  • 300 milioni di utili: è questo il dividendo che Bankitalia, privata a tutti gli effetti, stacca in favore degli azionisti (le principali banche private italiane) ogni anno.
  • Decreto “Destinazione Italia”: si permette di cartolarizzare ogni tipo di debito; anzi, si è imposto alle assicurazioni di usare le risorse per cartolarizzare, rendere cioè “finanza” i debiti a rischio insolvenza creando ulteriori rischi a investitori sprovveduti.
  • Accorciamento dei tempi sul recupero delle perdite sulle sofferenze: la banca che, come nel caso dell’Etruria, avesse concesso prestiti senza garanzie e non riuscisse a recuperarli, non sarà tassata su quei movimenti.
  • Il decreto “Banche popolari”: obbligatoriamente devono diventare S.p.A. le banche popolari (guarda caso l’Etruria) che hanno reddito superiore agli 8 miliardi di euro. Evento che ha fatto schizzare le quote dell’Etruria permettendo a qualcuno (ad, esempio all’amico di Renzi, Davide Serra) di guadagnare immediatamente un sacco di quattrini (+66%) prima del commissariamento.
  • Garanzia sui derivati da parte dello Stato: i derivati sono titoli tossici, cioè, nel settore finanziario, titoli potenzialmente pericolosissimi (vedi, Wikipedia). Non solo lo Stato Italiano ne ha in pancia un bel po’, ma si espone garantendo esso stesso alle banche che, nel caso ne avessero emessi in perdita, questi verrano coperti.
  • Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive) e bail in: la banca va male? I risparmiatori da clienti diventano soci e ripianano con i loro conti correnti e il loro portafoglio le sofferenze della banca.
  • Decreto “Salva banche”: sono quattro le banche finora che sono state “polverizzate” (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFe) e con esse gli investimenti di ignari (la maggior parte) piccoli investitori che credevano che affidando i loro soldi alle loro banche li mettessero al sicuro. Fiducia disattese dal provvedimento del Governo che ha ridotto sul lastrico 130.000 famiglie.
  • Prestito vitalizio ipotecario: un pensionato che chiedesse un prestito sarebbe tenuto a rimborsare solo gli interessi: la somma prestata sarà rimborsata dagli eredi o, in caso di insolvenza, la banca requisirà, ad esempio, l’immobile ipotecato.
  • Mutui, la banca giudice requisirà la casa: portate da 7 a 18 le rate, anche non consecutive, non pagate da chi ha contratto un mutuo perché la banca, senza passare da un giudice, possa entrare in possesso dell’abitazione (anche prima casa) della famiglia insolvente.
  • Decreto “Banche”: l’ultimo provvedimento in ordine cronologico, quello che oggi ha ottenuto la fiducia. La fine delle Banche di Credito Cooperativo, il ripristino dell’anatocismo e cartolarizzazione dei crediti.

…e ora non vogliono andare al voto subito. ‘A Mattaré facimm’ ampress! Dopo ‘a sentenza d’a Consulta, muoviti a scioglere ‘e Camere e rassetar ‘e lietti, si vulisse evità l’insurrezione popolare.

Arricurdate ‘e Masaniell, ma chiù gruoss assaie!

di Stefano Davidson

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