di STEFANO MONTANARI

Per tanti anni, fino a che le gambe hanno retto dignitosamente, ho indossato pantaloncini e canottiera e ho gareggiato come maratoneta. In quelle gare il numero di partecipanti oscilla abitualmente per ordini di grandezza tra le centinaia e le decine di migliaia, il che significa che, statisticamente, si hanno poche probabilità di vincere, cosa che fece notare ai Corinzi pure San Paolo. È così che io ho imparato a digerire le sconfitte o, meglio, le mancate vittorie, perché un maratoneta all’arrivo ha vinto comunque. E ora vedo con serena obiettività che stiamo perdendo.

L’operazione finanziaria basata sui vaccini ha cominciato ad aumentare di peso già anni fa, ma ora sta raggiungendo livelli impensabili: scienza, medicina e leggi umane sono stravolte con un’arroganza sconosciuta nella storia delle dittature e, credo, inimmaginabile anche per fantasie fertili come quella che fu di George Orwell.

Come certificato dall’esistenza dei cosiddetti vaccine bonds, quei prodotti sono una vera e propria cornucopia inesauribile di denaro e quel denaro si autofertilizza in una specie di reazione a catena. E, allora, nessuno si sorprenda se con il denaro si compra davvero tutto quanto sia in vendita, e non solo le anime: addirittura la scienza.

Le stravaganze che vengono partorite a getto continuo in questo che è uno dei periodi più bui della storia della medicina sono ineguagliate nel susseguirsi delle vicende umane e, come si può facilmente constatare, trovano una credibilità diffusa tra il popolo ormai da anni allevato nella più completa ignoranza e mutilato di spirito critico, di logica e di oggettività. Il sistema è più che noto ed è praticato da qualunque dittatura, ma mai si era arrivati a proporre, e con successo, l’autolesionismo esasperato e portato fino alla generazione futura.

È recentissima la circolare di regime in cui si sponsorizza un’idea che, quando le università funzionavano, avrebbe comportato bocciature solenni se mai uno studente in vena di scherzi o a corto di studio l’avesse azzardata: la vaccinazione delle donne gravide.

È impossibile risalire a chi abbia partorito un orrore di quella portata e in base a quali dati lo abbia fatto, ma questa è la situazione. La conseguenza immediata sarà che tante gestanti si andranno a vaccinare e di qui a non molto ne vedremo le conseguenze. Dopotutto, sarà interessante, e lo sarà non solo dal punto di vista medico ma, forse soprattutto, per assistere alle invenzioni che i luminari di regime scoveranno per giustificare certe situazioni.

Di stamattina, invece, almeno per me, è la presa di posizione tramite la loro associazione nazionale dei presidi che pretendono di non accettare a scuola chi non è vaccinato.

Suppongo che non si tratti solo degli allievi ma degl’insegnanti, dei bidelli, dei conducenti dei mezzi di trasporto, delle famiglie e, insomma, di tutto quanto gira intorno ai ragazzi: di fatto il mondo. Naturalmente i presidi dovranno essere i primi a vaccinarsi, e lo dovranno fare pubblicamente con vaccini veri insieme con tutte le loro famiglie. Qualcuno tra i fortunatamente pochi minus habens fratelli siamesi che frequentano questo blog mi ha accusato: pretendere la vaccinazione di chi pretende di vaccinare a forza è una minaccia. Sì, lo è se i vaccini sono un veleno. È un toccasana, invece, se i vaccini sono ciò che il regime afferma.

E, allora, i presidi siano i primi a dare il buon esempio.

Comunque sia, è difficile esprimere un giudizio sulla quella presa di posizione (spero solo dei più chiassosi e irreggimentati tra i dirigenti scolastici) senza cadere nel turpiloquio. Dunque, taccio limitandomi a sottolineare l’arroganza di questi personaggi e la loro ignoranza non solo della medicina ma della legge e del più elementare buon senso. Piaccia o no, dal punto di vista logico e pratico si tratta di una proposta impossibile da mettere in pratica a meno che non ci si accontenti della farsa.

La sola conclusione che posso trarre è che, se i presidi sono in qualche modo l’élite degl’insegnanti, forse è meglio ripensare all’opportunità di mandare a scuola i nostri figli. Se usciranno con il cervello modificato come tutto fa presumere, teniamoli a casa e istruiamoli come si deve.

Che c’entra tutto questo con le sconfitte dei maratoneti?

C’entra perché, da vecchio maratoneta, vedo con chiarezza che stiamo perdendo. Magari non sono io a perdere. Io sono vecchio e, dopo avere appeso le scarpe al chiodo, posso appendere anche la mia vita. Ma c’è qualcuno che di vita ne avrà ancora tanta e altri che sono in arrivo su questo pianeta. Se continueremo a tollerare il giogo pesante, umiliante e micidiale che abbiamo lasciato nelle mani del regime, lasceremo un’eredità imbarazzante

 

 

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